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La Storia e la Cultura del Parco


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L’idrografia dell’area è stata profondamente modifica dall’intervento dell’uomo nella prima metà del novecento: il Parco deve infatti il proprio nome alla presenza di due estesi bacini idroelettrici, quello di Suviana e quello del Brasimone. I due laghi artificiali sono poi stati posti in comunicazione fra loro durante la metà degli anni settanta, per mezzo di una galleria lunga ben 4628 metri e di due condotte forzate di 916 metri, visibili lungo il contrafforte di Stagno.
Ricca è anche la storia dei centri abitati compresi nel perimetro del Parco o prossimi ad esso. Castel di Casio fu durante il medioevo uno dei principali centri politici e militari che controllavano il territorio montano bolognese; a testimonianza restano nella piazza centrale i ruderi dell’antica torre d’ingresso (alta in origine una trentina di metri) e alcuni edifici di notevole interesse architettonico. Tra i numerosi nuclei sparsi ancora intatti, ricordiamo Chiapporato, sorto alla fine del ‘400 e a lungo raggiungibile solo a piedi.

ARTICOLI E APPROFONDIMENTI

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